Gestione Risorse Umane
Outplacement: foto di responsabile HR con dipendente

Ci sono diversi possibili motivi per i quali un’azienda può trovarsi a dover far uscire dal proprio organico una risorsa: per una riorganizzazione aziendale, per un periodo di crisi, per il venir meno di un progetto, e via dicendo. La gestione del personale in uscita è sempre delicata, ma non è detto che l’impresa debba affrontare da sola questo difficile passaggio: con un servizio di outplacement dei lavoratori è infatti possibile avere un supporto per la transizione delle persone in esubero verso un nuovo posto di lavoro, con benefici sia per l’azienda che, ovviamente, per i dipendenti in uscita. Ma qual è nel concreto il significato di outplacement? 

Che cos’è l’outplacement: una definizione 

Per capire di cosa si occupa una società di outplacement è bene prima di tutto spiegare il significato di questa parola. Il termine “outplacement” ha una storia piuttosto recente: è infatti stato coniato negli Stati Uniti negli anni Settanta. Traducibile letteralmente in “ricollocamento”, indica il servizio di consulenza fornito a un’azienda per accompagnare le persone in uscita da quest’ultima. Attività che prevede, quindi, un percorso di orientamento e di valorizzazione dei dipendenti che devono lasciare l’organizzazione, con l’obiettivo specifico di procedere con il loro re-inserimento nel mondo del lavoro.  

Vediamo ora quali sono le possibili tipologie di outplacement dei lavoratori e come funziona questo processo.  

La differenza tra outplacement individuale e collettivo 

Non tutti i processi di outplacement sono uguali. L’intervento di una società specializzata nell’outplacement può infatti prendere una forma collettiva oppure individuale. In quest’ultimo caso il servizio di ricollocamento si concentra su una sola persona; nel caso dell’outplacement collettivo, invece, oggetto del processo è un gruppo di lavoratori in uscita dall’azienda.  

In genere, il servizio di outplacement fornito dall’azienda per mezzo di una società specializzata in ricollocamento è frutto di un accordo diretto tra il lavoratore o l’azienda oppure di un obbligo previsto dal contratto collettivo di lavoro di riferimento.  

Le fasi del processo di outplacement di lavoratori 

Vediamo ora come funziona, nel concreto, un processo di outplacement, il quale in linea di massima può prendere luogo prima, durante o dopo il periodo di preavviso. Ecco le fasi principali:  

  1. Analisi delle skills del dipendente in uscita e orientamento: per essere efficace, il processo di outplacement deve essere forgiato in base alle effettive competenze del lavoratore che deve essere reinserito nel mondo del lavoro, sapendo che percorso, obiettivi, ostacoli e opportunità cambiano di caso in caso. Ecco che, allora, la società di outplacement inizia prima di tutto con un’analisi delle skill del lavoratore, così da poter procedere con un orientamento nel mercato del lavoro. 
  1. Supporto nella preparazione alla ricerca del lavoro: per ricercare un nuovo lavoro puntando a una posizione soddisfacente e riducendo i tempi è bene affrontare il compito con gli strumenti giusti. Per questo motivo, occuparsi dell’outplacement vuol dire anche effettuare una revisione e un aggiornamento del curriculum vitae, e aiutare i lavoratori a usare al meglio anche gli altri strumenti a disposizione, dalla lettera di presentazione ai profili online. 
  1. Ricerca effettiva del lavoro: il processo di outplacement può prevedere diverse attività relative alla ricerca effettiva di un nuovo lavoro, dall’analisi del mercato per individuare le eventuali opportunità in poi. 
  1. Re-inserimento: infine, la società di outplacement supporta i lavoratori nell’affrontare al meglio il processo di selezione, fino al momento di assunzione nella nuova azienda. 

I vantaggi dell’outplacement 

È facile capire quali sono i vantaggi dell’outplacement. Questa consulenza di carriera su misura permette ai lavoratori in uscita di ridurre il periodo di disoccupazione, aumentando in modo concreto le possibilità di trovare in tempi brevi un lavoro soddisfacente nonché coerente con i propri obiettivi di carriera.  

Dal punto di vista dell’azienda, invece, il servizio di outplacement permette di facilitare la trattativa relativa al licenziamento, e assicura tra le altre cose anche un sostegno al proprio employer brand. Si parla inoltre di taglio dei costi operativi, di risparmio di tempo, di agevolazioni e di riduzione dei rischi per l’azienda.  

Labor-b, con il suo servizio People Placement, fornisce un’assistenza completa alle aziende in caso di outplacement individuale e collettivo, intercettando, laddove presenti, agevolazioni e politiche attive in grado di favorire la ricollocazione delle risorse all’interno della potenziale azienda, e fornendo ai lavoratori in uscita assistenza giuslavoristica per la valutazione delle opportunità di lavoro.  

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