Gestione Risorse Umane
Skills alignment: foto di lavoratori sorridenti in ufficio

Ogni tipo di business, per puntare al successo, e ancor prima alla stabilità e alla competitività, deve poter contare su un team capace, che abbia quindi le giuste skills. Non sempre, però, in azienda sono presenti tutte le competenze necessarie; altre volte ancora, sono presenti delle skills preziose che però non vengono né individuate, né tantomeno sfruttate. Lo skill alignment permette di risolvere questi problemi ed eliminare queste carenze, per supportare al meglio la strategia di business di un’azienda.  

Vediamo quindi nello specifico cos’è lo skill alignment e quali sono i passaggi fondamentali di questo importante processo aziendale.  

Cos’è lo skill alignment? 

Come anticipato, partiamo con il definire lo skill alignment. Si tratta di un’attività che consente di definire, di individuare, di misurare e finalmente di allineare le capacità e le competenze fondamentali all’interno di un team aziendale. In altre parole, affrontare il processo di skill alignment vuol dire allineare le competenze di ogni singolo collaboratore con le sue effettive responsabilità all’interno dell’organizzazione, in modo da poter garantire i migliori vantaggi produttivi e competitivi all’azienda. Ma in che modo un’impresa può effettivamente affrontare un processo di questo tipo? Da dove partire, e quali attività mettere in campo per lo skill alignment? 

Come affrontare il processo di skill alignment in azienda 

Affrontare questo processo in azienda può essere una sfida non trascurabile, ma essenziale e preziosa per favorire il successo del business: portare a termine questo percorso vuol dire infatti assicurarsi che i dipendenti e il management abbiano tutte le competenze e le capacità necessarie per portare l’azienda verso gli obiettivi predefiniti. I passaggi da affrontare, in estrema sintesi, sono 5:  

1. Identificare le competenze necessarie 

Il primo passo del processo di skill alignment consiste nell’individuare, per ognuna delle posizioni lavorative all’interno dell’azienda, le effettive competenze necessarie e specifiche. Si tratta di un’attività che solitamente viene fatta all’inizio dei più attenti processi di ricerca e di selezione del personale: quali skill sono necessarie per quel ruolo? Quale livello di conoscenza di quella determinata materia dovrebbe avere il profilo migliore? In questo caso, tali domande devono essere fatte in relazione ai ruoli già coperti. 

2. Valutare le competenze esistenti 

Il secondo passaggio consiste nella valutazione delle competenze effettivamente presenti, e quindi nell’analisi delle skills attualmente possedute dai membri del team aziendale. Così facendo sarà possibile capire quali sono gli elementi in gioco e quali sono gli eventuali gap da colmare. 

3. Sviluppare un piano di crescita 

Le basi di partenza ci sono: ora è dunque necessario programmare le attività necessarie per allineare le competenze dei collaboratori con gli obiettivi aziendali. Il piano deve indicare le aree in cui è necessario intervenire, delineando inoltre le risorse disponibili per l’effettiva acquisizione delle competenze.  

4. Implementare un piano formativo 

Dalla teoria si passa alla pratica, mettendo in campo le apposite attività – corsi di formazione, business coaching e non solo – per l’acquisizione o il miglioramento delle skills necessarie. 

5. Monitoraggio dei progressi 

L’ultimo passo del processo di skill alignment è continuo nel tempo. Si parla quindi del controllo dei progressi fatti dai collaboratori, così da raddrizzare eventualmente il tiro e da modulare al meglio le attività formative, anche in base al mutare e all’evolversi degli obiettivi aziendali.  

I benefici per la crescita dell’organizzazione 

Affrontare un percorso di skills alignment in modo completo ed efficace assicura grandi vantaggi all’azienda. Si parla per esempio di un aumento della produttività, sapendo che ogni collaboratore, grazie all’allineamento e allo sviluppo delle competenze, potrà performare meglio e di più; ma si parla anche di una maggiore soddisfazione da parte dei lavoratori stessi, che si sentiranno più confidenti e giustamente più capaci. Altri vantaggi sono inoltre la fidelizzazione dei dipendenti – e quindi un conseguente ridursi del turn over – nonché la qualità maggiore dei prodotti e dei servizi, un aumento dell’engagement e della motivazione.  

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