L’indennità di malattia INPS è una delle tutele più importanti per i lavoratori: quando un problema di salute impedisce di svolgere l’attività, questa prestazione economica garantisce un sostegno che accompagna il dipendente per tutta la durata della malattia, evitando che il periodo di assenza si trasformi in un vuoto retributivo.
Ma a chi spetta davvero, come funziona il calcolo e quali sono gli obblighi di lavoratori e datori di lavoro?
Cos’è l’indennità di malattia INPS
L’indennità di malattia è un sostegno economico riconosciuto dall’INPS ai lavoratori che si trovano in uno stato di inabilità lavorativa temporanea del 100%, cioè quando non possono svolgere neanche parte delle proprie mansioni. In pratica, se un dipendente si ammala e deve assentarsi, non riceve l’intera retribuzione dal datore di lavoro, perché parte dell’importo viene coperta dall’INPS.
Ma cosa succede nei primi tre giorni di malattia? Questo periodo, chiamato “carenza”, resta a carico del datore di lavoro, mentre dal quarto giorno in poi è l’INPS a subentrare.
Tipologie di indennità di malattia
L’INPS gestisce diverse situazioni di malattia, ognuna con regole particolari:
- Malattia comune, certificata dal medico curante con un certificato di malattia INPS
- Malattia e degenza ospedaliera, che prevede calcoli differenti per l’indennità
- Malattia insorta in Paesi esteri, che richiede documentazione aggiuntiva valida per la struttura territoriale INPS
- Malattia post ricovero, ossia quando lo stato di malattia del lavoratore continua anche dopo le dimissioni
Requisiti per richiederla
Per ottenere l’indennità di malattia INPS è necessario:
- essere assicurati presso l’INPS
- aver versato un numero minimo di contributi nei mesi precedenti l’inizio della malattia
- presentare un certificato telematico di malattia nei tempi previsti
Una recente circolare INPS ha chiarito che il diritto all’indennità di malattia spetta solo se la certificazione viene trasmessa correttamente tramite il portale INPS, senza ritardi o omissioni.
Chi paga la malattia?
La copertura economica durante l’assenza per malattia è ripartita tra il datore di lavoro e l’INPS, a seconda della durata dell’evento:
- Primi 3 giorni (periodo di carenza): sono a carico esclusivo del datore di lavoro, che li retribuisce in base a quanto stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di riferimento (spesso al 100% o all’80%).
- Dal 4° giorno in poi: l’onere finanziario passa a carico dell’INPS, che eroga l’indennità economica fino a un massimo di 180 giorni per anno solare.
Come avviene il pagamento in busta paga?
Nella quasi totalità dei casi nel settore privato, il lavoratore non riceve un bonifico direttamente dall’INPS: è il datore di lavoro ad anticipare la somma per conto dell’INPS direttamente nel cedolino paga mensile. Successivamente, l’azienda recupera l’importo compensandolo con i contributi previdenziali da versare all’istituto (tramite conguaglio).
Il pagamento diretto da parte dell’INPS (tramite accredito bancario o bonifico domiciliato) rappresenta un’eccezione e avviene solo per specifiche categorie di lavoratori, tra cui:
- Lavoratori agricoli.
- Lavoratori stagionali o con contratto a termine non operativo.
- Lavoratori disoccupati o sospesi dal lavoro che non percepiscono l’anticipo dall’azienda.
- Dipendenti di aziende sottoposte a procedure concorsuali o in grave dissesto finanziario.
Destinatari dell’indennità di malattia
L’indennità riguarda in primo luogo i lavoratori dei settori privato, compresi gli iscritti alla gestione separata INPS.
Sono quindi destinatari:
- dipendenti con contratto subordinato
- lavoratori iscritti alla gestione separata (come co.co.co o collaboratori occasionali)
- alcune categorie di parasubordinati
Non hanno diritto, invece, i lavoratori autonomi con casse previdenziali diverse.
Malattia e degenza ospedaliera
Nel caso di malattia che richieda un ricovero ospedaliero, il calcolo dell’indennità cambia, perché l’indennizzo delle giornate di malattia avviene con percentuali ridotte. In questo scenario, però, l’indennità spetta per tutte le giornate comprese nel periodo di malattia, comprese le domeniche e le festività, garantendo continuità al sostegno economico.
Quanto può durare la malattia?
Il periodo di comporto è il lasso di tempo massimo in cui il lavoratore malato ha diritto alla conservazione del posto di lavoro. La durata varia in base al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato e all’anzianità di servizio (solitamente 180 giorni nell’arco di un anno solare). Superato questo limite, il datore di lavoro ha la facoltà di recedere dal contratto, salvo accordi per l’aspettativa non retribuita.
Procedura per la richiesta dell’indennità di malattia
Certificato di malattia e modalità di invio
Il percorso parte dal certificato di malattia: il lavoratore deve rivolgersi al medico curante, che ha il compito di rilasciare il certificato di malattia e trasmetterlo in via telematica all’INPS.
Oggi il certificato telematico di malattia è la regola, anche se in casi particolari può ancora esistere un certificato di malattia cartaceo.
Tipologie di certificazione della malattia
Il certificato telematico di malattia può riguardare:
- un’unica certificazione di malattia valida per l’intero periodo di prognosi
- certificati legati a ricovero e di malattia rilasciati da parte delle strutture ospedaliere
- certificati successivi per la prosecuzione della malattia
Durante il periodo di prognosi del certificato il lavoratore deve rendersi reperibile alle visite mediche di controllo disposte dall’INPS; se non è presente, può far presumere l’inesistenza della malattia con la conseguente perdita dell’indennità.
Continuazione e ricaduta della malattia: come funzionano?
- Continuazione: se lo stato di inabilità prosegue oltre la data di prognosi iniziale, il medico deve inviare un nuovo certificato indicato come “continuazione”.
- Ricaduta: se il lavoratore si ammala di nuovo per la stessa patologia entro 30 giorni dalla ripresa dell’attività, l’evento viene considerato una “ricaduta”. In questo caso, non si applica un nuovo periodo di carenza di 3 giorni a carico del datore, ma l’INPS continua il calcolo partendo dall’aliquota maturata nel precedente evento.
Calcolo dell’indennità di malattia INPS
Come si calcola l’importo dell’indennità
L’importo dell’indennità economica viene calcolato sulla base della Retribuzione Media Globale Giornaliera (RMGG) percepita nel mese prima dell’inizio della malattia. Le percentuali erogate dall’INPS per i lavoratori dipendenti del settore privato variano in base alla durata dell’assenza:
- Ricovero ospedaliero: se il lavoratore non ha familiari a carico, l’indennità INPS viene ridotta a 2/5 della quota standard per tutto il periodo di degenza.
- Primi 3 giorni (Periodo di carenza): 0% da parte dell’INPS (la copertura è a carico del datore di lavoro, secondo quanto previsto dal CCNL di riferimento).
- Dal 4° al 20° giorno di malattia: 50% della retribuzione media giornaliera.
- Dal 21° al 180° giorno di malattia: 66,66% della retribuzione media giornaliera.
Tabella riassuntiva: indennità di malattia INPS
| Categoria | Chi paga | Durata coperta | Note principali |
| Primi 3 giorni di malattia | Datore di lavoro | 3 giorni | Periodo di carenza, a carico esclusivo del datore |
| Dal 4° giorno di malattia | INPS | Fino a massimo 180 giorni nell’anno | Spetta per tutte le giornate comprese, incluse domeniche e festività |
| Iscritti alla Gestione Separata | INPS | Variabile, in base ai contributi versati | Importo e durata legati ai mesi contributivi precedenti |
| Malattia con ricovero | INPS | Tutta la durata della malattia | Calcolo con percentuali ridotte rispetto alla malattia comune |
Malattia insorta durante il lavoro e relative implicazioni
Se la malattia insorta si verifica mentre il dipendente è in servizio, l’indennità copre l’intero evento di malattia. Nel caso di malattia insorta in un Paese estero, invece, il lavoratore deve produrre idonea certificazione di malattia riconosciuta dall’INPS, altrimenti perde il diritto al sostegno economico.
Obblighi del datore di lavoro
Il datore di lavoro deve anticipare l’indennità di malattia per conto dell’INPS (salvo conguaglio), sostenere il carico del datore di lavoro per i primi tre giorni di assenza e verificare la regolarità del certificato di malattia.
Un’assenza del lavoratore per malattia non giustificata può avere conseguenze disciplinari, fino a incidere sul rapporto di lavoro.
Diritti e doveri del lavoratore
Il lavoratore ha diritto a ricevere l’indennità, ma durante la malattia deve rispettare alcuni doveri precisi: inviare tramite il medico il certificato telematico di malattia, rendersi reperibile alle visite mediche di controllo e non svolgere attività incompatibili con lo stato di malattia del lavoratore.
Fasce orarie di reperibilità per le visite fiscali Durante tutto il periodo di prognosi indicato nel certificato (compresi sabati, domeniche e giorni festivi), il lavoratore assente per malattia ha l’obbligo di rimanere reperibile presso l’indirizzo abituale o il domicilio comunicato per consentire i controlli del medico fiscale INPS.
Le fasce orarie di reperibilità variano a seconda del settore lavorativo:
- Lavoratori del settore privato: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.
- Lavoratori del settore pubblico: dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
L’assenza ingiustificata alla visita di controllo comporta la perdita totale o parziale dell’indennità economica e può dare luogo a sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro.
Malattia e infortunio: differenze e trattamenti
La malattia e l’infortunio non vanno confusi: la malattia è una condizione che insorge indipendentemente dal lavoro, mentre l’infortunio avviene sul luogo di lavoro o in itinere.
Nel primo caso interviene l’INPS, nel secondo l’Inail, con regole e trattamenti diversi.
Conclusione
L’indennità di malattia INPS è una tutela essenziale che garantisce sostegno economico durante l’assenza dal lavoro, proteggendo sia i lavoratori sia le aziende. Conoscere come funziona il calcolo dell’indennità di malattia, quali obblighi spettano al datore di lavoro e cosa deve fare il dipendente durante il periodo di malattia è fondamentale per gestire correttamente ogni evento di malattia.
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