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Formazione sicurezza sul lavoro: cosa prevede la normativa

Per capire l’importanza della formazione sulla sicurezza sul lavoro è sufficiente guardare ai dati Inail relativi al 2022: gli infortuni denunciati nel corso dell’anno sono stati 697.773, in aumento del 25,7% rispetto al 2021. I casi mortali sono stati in tutto 1.090, mentre le patologie lavoro-correlate sono quasi 60.000. Vale la pena, quindi, per prevenire infortuni ed evitare importanti sanzioni, fare una panoramica generale sulle normative relative alla formazione dei lavoratori sulla sicurezza, prendendo in esame obblighi e corsi. 

Corso sicurezza sul lavoro obbligatorio: la normativa e i moduli 

A definire l’obbligo del datore di lavoro di fornire ai dipendenti la necessaria formazione sulla sicurezza sul lavoro è il Decreto legislativo 81/08 (Testo Unico sulla sicurezza): tale obbligo è ribadito in diversi articoli, a partire dal numero 37, che specifica la necessità di prevedere la formazione per tutti i lavoratori, nessuno escluso. Allo stesso modo, l’articolo 20 stabilisce che il lavoratore non può rifiutarsi di partecipare ai corsi organizzati dal proprio datore di lavoro.  

Nel medesimo corpus di norme viene specificato inoltre che i corsi obbligatori sulla sicurezza sul lavoro non devono presentare nessun costo per i lavoratori, e che devono essere organizzati in linea con quanto deciso con l’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011. È quest’ultimo, peraltro, a specificare che il percorso formativo in materia di salute e di sicurezza sul lavoro deve essere composto da due moduli:  

  • il primo dedicato alla formazione generale, della durata di almeno 4 ore, obbligatorio per tutti e uguale per tutti nei contenuti, a prescindere dalle caratteristiche e dal settore ATECO dell’azienda;  
  • il secondo, relativo alla formazione specifica, è incentrato sulle procedure, i rischi e le situazioni di emergenza relative al settore in cui la singola azienda opera. Può avere una durata minima di 4, 8 o di 12 ore, in base alla classificazione di rischio in cui l’azienda rientra (basso, medio o alto).  

Va sottolineato che i corsi sulla sicurezza obbligatori previsti dall’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 sono da riconoscere come corsi “di base”. Ci sono, infatti, altre norme e accordi che stabiliscono ulteriori corsi inerenti, ad esempio, la formazione sull’utilizzo di determinati macchinari e attrezzature.    

Va inoltre aggiunto che lo stesso Accordo del 2011 prescrive l’obbligo di effettuare un aggiornamento della formazione sulla sicurezza sul lavoro come minimo ogni 5 anni, con corsi di almeno 6 ore (scadenza e durata minima sono uguali per tutti i codici ATECO).  

La formazione sulla sicurezza sul lavoro online 

Possono essere somministrati in modalità e-learning solamente i seguenti corsi sulla sicurezza: 

  • Il corso di formazione generale 
  • Il corso di formazione specifica per le aziende classificate come “a rischio basso” 
  • Il corso di aggiornamento ogni 5 anni.  

Quando fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai neoassunti 

Secondo le normative vigenti, la nuova risorsa dell’azienda deve essere formata in materia di salute e di sicurezza prima dell’inizio dello svolgimento del lavoro: in caso contrario, infatti, il neoassunto sarebbe esposto a dei rischi senza avere le basi necessarie per affrontarli nel modo corretto.  

A livello di scadenze, l’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 obbliga il datore di lavoro a garantire il completamento dei corsi obbligatori di sicurezza sul lavoro entro 60 giorni dalla data di assunzione. Se la norma fissa come limite massimo i 60 giorni, va però sempre sottolineato che a prevalere è la regola che nega la possibilità di iniziare la mansione prima di avere la formazione necessaria. L’inserimento di una nuova risorsa dovrebbe quindi iniziare con i corsi obbligatori sulla sicurezza sul lavoro e, successivamente, con l’affiancamento di un lavoratore esperto, oppure di un preposto. 

La formazione sulla sicurezza per il datore di lavoro e i dirigenti 

Il Decreto Ministeriale del 2 settembre 2021 e il Decreto Legislativo 146/2021 hanno introdotto alcune novità importanti. In particolare, il D. Lgs. 146/2021 ha esteso l’obbligo di formazione in tema di salute e sicurezza sul lavoro anche al datore di lavoro stesso, figura che precedentemente era rimasta esclusa (salvo per i datori di lavoro che svolgevano i compiti del Servizio d Prevenzione e Protezione dei Rischi).  

Lo stesso Decreto va a regolare i corsi di formazione e di aggiornamento del preposto, che dovranno essere svolti in presenza e con cadenza minima biennale (o con cadenza minore laddove si presentino nuove necessità o nuovi rischi).  
E ancora, sempre il Decreto 146/2021 modifica le regole per quanto riguarda la formazione dei dirigenti, specificando che i contenuti dei corsi a loro dedicati devono essere stabiliti dall’Accordo Stato Regioni (prima erano stabiliti dal D. Lgs. 81/08). 

Infine, il Decreto Ministeriale del 2 settembre 2021 è andato a modificare e ad aggiornare la normativa relativa alla formazione degli addetti antincendio: cambia la classificazione delle aziende, che vengono suddivise in “attività” elencate ai punti 3.2.2, 3.2.3 e 3.2.4 dell’Allegato III del Decreto, alle quali corrispondono diversi livelli di formazione (Livello 3, 2 e 1). Cambiano anche la durata dei corsi di formazione e di aggiornamento. 

Conoscere gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro è importante per ogni azienda e per ogni reparto che si occupa di gestione del personale. Labor-b, da 20 anni presente sul mercato, nasce con l’obiettivo di diventare il primo partner italiano completo ed integrato del mondo dei servizi HR, per offrire alle aziende una consulenza professionale e competente.  

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